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Ravenna, rifugio di Dante

È nelle terzine della Divina Commedia che la Ravenna medioevale viene cantata in tutta la sua bellezza e la sua importanza durante l’ordinamento comunale dei Da Polenta. Il Sommo Poeta trovò rifugio per le sue membra stanche proprio in questa città, ospitato da Guido Novello dei Polentani e qui scrisse gli ultimi versi della sua opera. Ravenna e i suoi monumenti, baciata dal sole e abbracciata dal mare, dove visse Francesca da Polenta, figlia di Guido, signore di Ravenna, e sfortunata moglie di Gianciotto Malatesta, che la uccise perché la giovane ebbe l’ardire di seguire il cuore e abbandonarsi fra le braccia di Paolo il Bello, fratello di Gianciotto.

La Rocca Brancaleone, segno del dominio veneziano

La Rocca Brancaleone simboleggia il dominio veneziano prima ancora che rappresentare l’unico esempio di fortificazione cittadina. È in questa costruzione che si cela la memoria della Ravenna medioevale, dal dominio pontificio, passando per gli eleganti palazzi dei Da Polenta, fino alla Repubblica di Venezia che eresse la rocca a metà del XV secolo.

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