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Anima rinascimentale

Un’esplosione di vita e di arte, cuore del Rinascimento romagnolo fu Rimini, grazie all’opera di Sigismondo Pandolfo Malatesta, la cui signoria fu breve ma intensa e capace di raccogliere a sé i più grandi artisti del tempo, da Piero della Francesca a Leon Battista Alberti.
Castel Sismondo e il Tempio Malatestiano raccontano ancora oggi il fervore di quegli anni che contagiò le città vicine di Cesena e Forlì.

Sulle orme del Sommo Poeta

Dalla Toscana alla Romagna, l’esilio del Sommo Poeta fu d’ispirazione per il suo capolavoro, la Divina Commedia, che iniziò a scrivere a Forlì per terminarla a Ravenna, dove Dante scelse di morire. Un percorso di vita prima ancora che culturale: i luoghi a lui dedicati, come il Museo, la Tomba e la Basilica di San Francesco, custodiscono oggi la memoria dei suoi ultimi anni di vita.

Leonardo da Vinci, genio senza tempo

Colui che più di tutti incarnò lo spirito del Rinascimento, Leonardo Da Vinci,soggiornò per diversi mesi in questa terra di sole e mare, lavorando a Rimini, Cesena, Cesenatico, Faenza e Imola. Incaricato dal condottiero Cesare Borgia, si profuse con grande impegno tecnico nello studio delle fortificazioni che lo portò a definire la mappa di Imola, il progetto del porto canale di Cesenatico e la carta fisica della Romagna.
Nel suo Taccuino, oggi catalogato come Codice L presso la Biblioteca dell’Institut de France di Parigi, annotò pensieri, emozioni, idee e schizzi. I suoi disegni raccontano la vita dei contadini romagnoli e i metodi di conservazione dell’uva appassita.

 

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