La Romagna si può scoprire in molti modi: seguendo le tracce della sua storia, entrando nei musei, passeggiando nei borghi o assaggiando i sapori della sua tradizione. Ma c’è un modo ancora più personale per conoscerla: entrare nelle case di chi questa terra l'ha vissuta e, in molti casi, l'ha raccontata al mondo.
Sono abitazioni, studi, luoghi di lavoro e case natali trasformati in piccoli scrigni di memoria. Spazi dove ancora oggi è possibile incontrare, attraverso oggetti, fotografie, libri e ambienti originali o ricostruiti, le figure di scrittori, musicisti, artisti e registi che hanno lasciato un segno profondo nella cultura italiana.
Dalle cucine di Artusi allo studio di Pascoli, dalle note di Casadei ai mondi visionari di Fellini e Tonino Guerra: le case dei personaggi illustri permettono di guardare la Romagna da una prospettiva diversa. Non sono soltanto musei da visitare. Sono luoghi che raccontano la quotidianità, le passioni, il lavoro e le radici di persone che hanno contribuito a costruire la cultura italiana.
E forse è proprio questo il loro fascino: per qualche momento, attraversando una stanza, osservando una scrivania o sfogliando un libro, si ha la sensazione di entrare nel mondo privato di chi ha trasformato la propria storia personale in qualcosa capace di parlare a tutti.
A Ferrara si può entrare nella casa che Ludovico Ariosto acquistò nel 1526 e dove trascorse gli ultimi anni della sua vita. Lontano dagli sfarzi della corte estense, il poeta scelse una dimora più appartata, dove dedicarsi alla scrittura e alla revisione delle sue opere.
È proprio qui che Ariosto lavorò alla terza e definitiva edizione dell’Orlando Furioso, pubblicata nel 1532, il grande poema cavalleresco che lo avrebbe reso uno dei protagonisti assoluti della letteratura italiana.
Oggi la Casa di Ludovico Ariosto conserva il ricordo del poeta attraverso ambienti, documenti e testimonianze della sua vita. Tra i pezzi più preziosi c'è un esemplare dell'Orlando Furioso illustrato da Gustave Doré.
Visitare questa casa significa quindi avvicinarsi ad Ariosto in una dimensione più quotidiana e personale, entrando nello spazio in cui il grande autore ferrarese lavorava, scriveva e dava forma alle avventure di Orlando, Angelica e degli altri protagonisti del suo poema.
A Lido di Spina il concetto di casa-museo assume una forma completamente diversa.
La Casa Museo Remo Brindisi nasce infatti dall'idea dell'artista di creare un luogo capace di unire abitazione, spazio di lavoro e museo. Progettato insieme all'architetta e designer Nanda Vigo tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, l'edificio è esso stesso parte dell'esperienza.
Al suo interno si incontra una straordinaria collezione dedicata all'arte del Novecento, con opere di alcuni dei più importanti artisti italiani e internazionali.
È un luogo in cui architettura, arte e vita privata si incontrano, affacciato sul paesaggio del litorale ferrarese.
A Forlimpopoli il nome di Pellegrino Artusi è indissolubilmente legato alla storia della cucina italiana. Il suo celebre La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene, pubblicato nel 1891, ha raccolto e tramandato ricette e tradizioni provenienti da tutta Italia, diventando uno dei libri più importanti della cultura gastronomica del nostro Paese.
Oggi, negli spazi dell'antico convento dei Servi di Maria, Casa Artusi mantiene viva questa eredità. Più che un semplice museo, è un vero centro dedicato alla cultura gastronomica: qui convivono biblioteca, scuola di cucina, ristorante, bottega e spazi espositivi.
È il luogo ideale per conoscere Artusi non soltanto attraverso la sua storia, ma soprattutto attraverso ciò che più di ogni altra cosa ha contribuito a diffondere: il piacere di stare a tavola e di custodire le tradizioni attraverso il cibo.
Ad Alfonsine, nel Ravennate, si può invece entrare nella casa in cui nacque Vincenzo Monti, poeta e scrittore tra i protagonisti della cultura italiana tra Settecento e Ottocento.
La sua casa natale è oggi uno spazio museale che conserva ambienti, arredi e documenti legati alla sua vita e alla sua produzione letteraria. Manoscritti, lettere e prime edizioni permettono di avvicinarsi alla figura di Monti partendo proprio dal luogo in cui tutto ebbe inizio.
Un'occasione per scoprire un volto più letterario dell'entroterra romagnolo e seguire le tracce di uno dei suoi protagonisti meno conosciuti al grande pubblico.
Verso l'entroterra, sulle colline della Valmarecchia a Pennabilli, Tonino Guerra trovò uno dei luoghi più importanti della sua vita.
Poeta, sceneggiatore e artista, Guerra collaborò con alcuni dei più grandi registi del cinema italiano, da Federico Fellini a Michelangelo Antonioni, da Vittorio De Sica a Mario Monicelli.
Dopo molti anni trascorsi lontano dalla Romagna, scelse di tornare proprio in questa terra. A Pennabilli nacquero così alcuni dei suoi progetti più originali, a partire dai Luoghi dell'Anima, un percorso tra giardini, installazioni e opere d'arte disseminate nel paese.
Qui si trova anche la Casa dei Mandorli, dove Guerra visse negli ultimi anni della sua vita: un luogo profondamente legato alla sua poetica, alla sua immaginazione e al rapporto con il paesaggio della Valmarecchia.
Ci sono luoghi che non raccontano soltanto una persona, ma anche il mondo che quella persona ha portato con sé per tutta la vita. È il caso di Casa Pascoli, a San Mauro Pascoli.
Qui nacque Giovanni Pascoli e qui trascorse gli anni dell'infanzia che avrebbero avuto un'importanza fondamentale nella sua poetica. La casa natale conserva oggetti appartenuti alla famiglia, documenti, libri e testimonianze della vita del poeta.
Tra gli ambienti più suggestivi c'è lo studio, con la scrivania, il leggìo e le librerie legate alla sua attività di insegnante e studioso. Entrarvi significa avvicinarsi al mondo intimo di Pascoli e comprendere quanto i ricordi dell'infanzia, della famiglia e della casa siano rimasti al centro della sua poesia.
Se c'è un personaggio capace di trasformare la Romagna in musica, quello è Secondo Casadei.
A Savignano sul Rubicone, la sua casa-museo permette di ripercorrere la storia dell'uomo che ha contribuito più di chiunque altro a rendere il liscio un simbolo della cultura romagnola. Autore di brani entrati nell'immaginario collettivo, a partire da Romagna Mia, Casadei ha portato il ritmo delle balere e delle feste romagnole ben oltre i confini della sua terra.
Gli ambienti legati alla sua vita e alla sua attività musicale conservano il ricordo di una storia familiare e artistica proseguita anche con il nipote Raoul Casadei.
Un luogo dove la memoria non è soltanto da osservare: è fatta di musica, ballo e voglia di stare insieme.
E poi c'è Federico Fellini, forse il personaggio che più di ogni altro ha trasformato la Romagna in un luogo dell'immaginazione.
Fellini nacque a Rimini nel 1920 e, anche dopo essersi trasferito a Roma e aver conquistato la scena internazionale, continuò a portare con sé immagini, personaggi e atmosfere della sua città.
Per scoprirne il legame con Rimini si può seguire un vero e proprio percorso nella città, che comprende il Fellini Museum, il cinema Fulgor e altri luoghi legati alla sua vita e al suo immaginario. Un viaggio nella Rimini reale e, allo stesso tempo, in quella trasformata dalla fantasia del regista.
A Gambettola si trova inoltre la casa legata agli anni dell'infanzia di Fellini, ulteriore testimonianza del rapporto profondo tra il regista e la sua terra d'origine.